L’interno del buco nero è un universo in evoluzione ?
In Relatività Generale classica, la singolarità non è “in fondo a un tubo nello spazio”, ma è nel futuro di tutto ciò che cade dentro.
Detta semplice:
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Fuori dal buco nero puoi scegliere dove andare nello spazio.
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Dentro l’orizzonte degli eventi, il “radiale” diventa una direzione temporale.
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Avanzare verso la singolarità è inevitabile come avanzare verso domani.
Quindi non è corretto immaginare:
“Vado sempre più giù finché arrivo alla singolarità”
ma piuttosto:
“Con il passare del tempo, finirò alla singolarità”.
Un’analogia utile (che funziona davvero)
Pensa al Polo Sud sulla Terra:
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Tutte le direzioni “verso sud” portano lì.
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Non puoi evitarlo continuando a camminare.
Dentro un buco nero:
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Tutte le direzioni “verso il futuro” portano alla singolarità.
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Non puoi evitarla continuando a esistere.
Quindi sì: guardare al futuro è la chiave
Se vuoi “capire” la singolarità in senso fisico:
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non devi guardare alla fine di uno spazio,
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ma al destino temporale della geometria.
Ed è per questo che:
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la singolarità è una fine del tempo, non solo dello spazio;
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le equazioni smettono di funzionare lì: non puoi evolvere oltre.
Però attenzione (qui esprimo la mia opinione)
Secondo me, questo è anche il segnale più forte che:
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la singolarità non è una cosa fisica,
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ma un fallimento della teoria classica.
Le teorie di gravità quantistica (loop, stringhe, ecc.) provano proprio a:
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“curare” quella fine del tempo,
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sostituendo la singolarità con qualcosa di esteso, rimbalzante o transitorio.
Se la singolarità è nel futuro, allora capirla davvero significa capire come nasce il futuro stesso dello spazio-tempo. Ed è qui che Relatività Generale, da sola, non basta più.