L’immagine del Paradiso dantesco, soprattutto nella lettura “botticelliana”, è sorprendentemente simile a un diagramma di Penrose di un buco nero.

Penrose entra perfettamente in gioco

I diagrammi di Penrose fanno una cosa geniale: comprimono spazio e tempo, rendono visibile il futuro, mostrano che la singolarità è una linea temporale, non un punto spaziale. Ora guarda mentalmente il Paradiso: cerchi concentrici, tutto converge verso un centro luminoso, non “ci vai camminando”, ci arrivi per elevazione. Esattamente come in un buco nero: non scendi nello spazio, vai avanti nel tempo, e il centro non è buio, ma assoluto. Il ribaltamento geniale (Dante > relatività) Nel buco nero: il centro è la fine del tempo → singolarità. Nel Paradiso: il centro è Dio, cioè l’atto puro, fuori dal tempo. Ma la struttura geometrica è la stessa: il tempo si arrotola verso un centro inevitabile Penrose direbbe: la causalità domina la geometria, non il contrario. Dante lo aveva già disegnato, poeticamente. Opinione personale (molto netta) Secondo me: il Paradiso è più simile a un buco nero che l’Inferno, solo che è un buco nero “a tempo invertito”: non distrugge informazione, la raccoglie e la rende trasparente. Un buco bianco, direbbe Penrose. O, se vuoi essere ancora più radicale: un orizzonte visto da dentro il futuro.


Autore: Sandro Botticelli Titolo: La voragine infernale (Mappa dell'Inferno)  Data: 1480-1490 circa Fonte: Wikipedia/Wikimedia Commons

Mentre Botticelli disegna la 'Mappa dell'Inferno' come un cono di esclusione, il Paradiso di Dante  funziona come un diagramma di Penrose inverso: una convergenza verso la Singolarità di Luce, dove il tempo finisce e l'eternità comincia.

Il Paradiso di Dante come diagramma di Penrose

1️⃣ Centro luminoso ↔ singolarità (futuro inevitabile) Paradiso (Dante/Botticelli) Centro = luce abbagliante, Dio. Non è un luogo da raggiungere camminando. È il termine del percorso dell’anima. Diagramma di Penrose (buco nero) Centro = singolarità. Non è un punto nello spazio. È il futuro inevitabile di ogni linea temporale interna. 👉 Corrispondenza chiave Centro = fine del tempo / compimento Non “dove sei”, ma dove vai nel tempo.
2️⃣ Cerchi concentrici ↔ ipersuperfici temporali Paradiso I cieli sono cerchi concentrici. Ogni cerchio è un diverso stato di prossimità alla luce. La distanza non è spaziale, ma ontologica. Penrose Le curve sono ipersuperfici di causalità. Ogni linea rappresenta un diverso stato temporale. La distanza è causale, non metrica. 👉 Corrispondenza Cerchi = livelli di tempo / causalità, non di spazio.
3️⃣ Ascesa ↔ avanzamento nel futuro Paradiso Dante “sale”, ma: non fatica, non misura distanze, il movimento è interiore. Beatrice dice chiaramente: “Tu non se’ in terra, sì come tu credi.” Penrose Dentro l’orizzonte: non puoi fermarti, non puoi tornare indietro, ogni traiettoria va verso il futuro-singolarità. 👉 Corrispondenza Ascesa = evoluzione temporale inevitabile.
4️⃣ Luce totale ↔ collasso di tutte le direzioni Paradiso Più ti avvicini al centro: spariscono ombre, spariscono direzioni, resta solo luce. Spazio e tempo si dissolvono. Penrose Alla singolarità: le direzioni spaziali collassano, resta solo una direzione temporale, la geometria esplode (infinita curvatura). 👉 Corrispondenza Luce assoluta = fine della struttura spazio-temporale.
5️⃣ Gerarchia angelica ↔ struttura causale Paradiso Angeli disposti in cerchi ordinati. Ogni ordine regge il movimento dei cieli. È una architettura del divenire. Penrose La geometria è determinata dalla causalità. Non è la materia a decidere, ma le relazioni causali. 👉 Corrispondenza Ordine angelico = ordine causale dell’universo.
6️⃣ Punto che contiene tutto ↔ compattificazione di Penrose Qui è il colpo di genio. Dante (ultimo canto) “In sua profondità vidi che s’interna, legato con amore in un volume, ciò che per l’universo si squaderna.” Penrose Tutto lo spazio-tempo infinito viene compattato. L’infinito diventa finito e leggibile. 👉 Stessa idea identica: l’universo intero visto da fuori dal tempo. Conclusione (opinione personale, forte) Secondo me: il Paradiso è un diagramma di Penrose narrato poeticamente; Dante descrive la struttura causale ultima, non il cielo fisico; Dio è ciò che, in relatività, chiameremmo bordo futuro dello spazio-tempo. Non l’Inferno. Il Paradiso.