Un viaggio umano verso Marte non è lungo perché mancano i motori giusti, ma perché la dinamica orbitale impone i suoi ritmi. Terra e Marte si muovono attorno al Sole su orbite diverse, e raggiungere il pianeta rosso nel modo più efficiente significa adattarsi a queste geometrie, non forzarle.
Le missioni interplanetarie utilizzano traiettorie di trasferimento che minimizzano il consumo di energia, come il trasferimento di Hohmann. Questo tipo di traiettoria allunga il viaggio, ma rende possibile portare carichi significativi: esseri umani, supporti vitali, scorte. Con le tecnologie attuali, la durata tipica di un viaggio verso Marte è compresa tra sei e nove mesi.
Non si tratta di una scelta conservativa: è un compromesso obbligato. Aumentare la velocità ridurrebbe il tempo di volo, ma richiederebbe quantità di propellente incompatibili con una missione abitata. Non esiste un’accelerazione sostenuta che permetta di “puntare Marte e partire”. Nello spazio interplanetario, il tempo si paga in massa.
Anche ipotizzando sistemi di propulsione più avanzati — come la propulsione nucleare termica — la riduzione dei tempi sarebbe significativa ma non risolutiva. Si parla di mesi che diventano meno mesi, non di settimane. Il viaggio verso Marte resta, in ogni scenario realistico, una permanenza prolungata nello spazio profondo.
Questo ha conseguenze profonde. Per centinaia di giorni l’equipaggio vivrebbe in un volume limitato, esposto a radiazioni, in microgravità, senza possibilità di fermarsi, tornare indietro o ricevere aiuto. Ogni giorno trascorso non è semplicemente un avvicinamento a Marte, ma un accumulo di stress fisico e biologico.
C’è poi un’asimmetria cruciale: il viaggio di andata e quello di ritorno non sono immediatamente consecutivi. Una volta arrivati, l’equipaggio dovrebbe attendere una nuova finestra orbitale favorevole, restando su Marte per oltre un anno, prima di poter ripartire. In questo senso, il viaggio verso Marte non è mai un singolo tragitto, ma un ciclo di isolamento che può superare i due anni complessivi.
La durata del viaggio rende evidente una verità scomoda: Marte non è lontano solo nello spazio, ma nel tempo. Ogni missione umana è una scelta a lungo termine, che impegna corpi e menti ben prima dell’arrivo, e continua a farlo molto dopo.

💬 Nota di fondo Nello spazio interplanetario non esiste fretta. Esistono solo orbite che non si possono negoziare.