Il “Sole artificiale” cinese supera un limite chiave della fusione nucleare

Pubblicato il 7 gennaio 2026 alle ore 10:48

Per decenni la fusione nucleare ha dovuto confrontarsi con un vincolo quasi invalicabile: aumentare la densità del plasma senza farlo diventare instabile. Superata una certa soglia, infatti, il plasma tende a perdere energia, a generare turbolenze violente e a mettere sotto stress le pareti del reattore. È uno dei motivi per cui la fusione autosostenuta resta, ancora oggi, una sfida aperta.

Ora però dalla Cina arriva un risultato che potrebbe cambiare le regole del gioco. Il reattore EAST (Experimental Advanced Superconducting Tokamak), noto come Sole artificiale, è riuscito a mantenere un plasma stabile in un regime considerato finora puramente teorico: il cosiddetto regime libero dal limite di densità.

Nei tokamak convenzionali, spingersi oltre il limite di densità significa innescare instabilità difficili da controllare. Il team di EAST ha scelto invece un approccio più sottile: governare con estrema precisione le condizioni iniziali del plasma, intervenendo fin dall’accensione su pressione del combustibile, profili di riscaldamento e configurazione magnetica. Questa strategia ha permesso di ridurre l’accumulo di impurità e le dispersioni energetiche che normalmente portano al collasso del sistema.

Il risultato fornisce una conferma sperimentale a una teoria discussa da anni: plasma e pareti del reattore possono entrare in una forma di equilibrio auto-organizzato, in cui l’interazione con i materiali interni non è solo un problema, ma parte stessa del meccanismo di stabilizzazione. Un possibile cambio di paradigma nella progettazione dei futuri reattori a fusione.

Le implicazioni sono notevoli. Una densità più elevata significa un numero maggiore di reazioni di fusione e quindi una produzione di energia più efficiente. Se questo regime potrà essere riprodotto e mantenuto su tempi più lunghi, grandi progetti internazionali come ITER e i futuri reattori commerciali potrebbero puntare a prestazioni finora considerate irraggiungibili.