Informazione

Pubblicato il 7 gennaio 2026 alle ore 12:55

Immagina un mazzo di carte coperto sul tavolo. Finché non ne giri una, tutte le carte sono possibili. Cuori, picche, un asso o un joker: ciascuna ha la stessa dignità di esistere.

Nel momento in cui sollevi una carta, però, qualcosa accade: non hai aggiunto nulla al mazzo, eppure hai eliminato quasi tutte le possibilità. Quello che resta – la carta scoperta – è informazione. L’informazione non nasce dall’accumulo, ma dalla selezione. Non è ciò che compare, ma ciò che scompare. Informare significa ridurre.

In fisica, come nella vita quotidiana, informare equivale a restringere il campo del possibile. Prima di sapere, il mondo è un insieme di alternative; dopo aver saputo, molte di esse vengono escluse per sempre. Da questo punto di vista, l’informazione non coincide con il significato, né con la conoscenza profonda. È qualcosa di più elementare: una riduzione dell’incertezza.

Se una domanda ammette due sole risposte, sapere quale sia quella giusta fornisce poca informazione. Se le risposte possibili sono milioni, una singola scelta ne contiene molta di più. L’informazione misura quanto era ampio lo spazio delle possibilità prima che qualcosa venisse deciso.


Informazione ed entropia
Qui il legame con l’entropia diventa naturale. L’entropia conta quante configurazioni microscopiche sono compatibili con ciò che osserviamo a livello macroscopico. L’informazione, al contrario, misura quante di quelle configurazioni vengono escluse da un’osservazione. Ogni bit di informazione è una piccola sottrazione al caos potenziale. Non lo annulla, ma lo attraversa localmente, creando una forma, una struttura, una distinzione. Un sistema altamente entropico è ricco di possibilità ma povero di informazione. Un sistema altamente informato è più vincolato, più definito, meno libero di essere qualunque cosa.
L’informazione è fisica Per molto tempo si è pensato all’informazione come a qualcosa di astratto, quasi immateriale. La fisica moderna ha ribaltato questa visione: l’informazione ha sempre bisogno di un supporto fisico. Un bit deve essere scritto da qualche parte. Cancellare un’informazione ha un costo energetico. Ogni atto di misura lascia una traccia nel mondo. L’informazione non fluttua nel vuoto: è incarnata.
Informazione e tempo Esiste però un legame ancora più profondo. Per acquisire informazione è necessario un “prima” e un “dopo”. Prima della misura, molte possibilità; dopo la misura, una sola storia coerente. In questo senso, l’informazione introduce una direzione. Rompe la simmetria tra passato e futuro. La freccia del tempo non è solo un aumento dell’entropia: è anche il continuo accumularsi di scelte irreversibili, di possibilità scartate, di informazioni acquisite.
Ed è qui che il nostro discorso si fa cosmico. Se l’informazione è il motore che segna il passaggio da possibilità a fatto, che succede quando non possono più avvenire fatti nuovi? La cosmologia teorizza un’ultima era per l’universo, chiamata Big Freeze o "Morte Termica". In questo lontanissimo futuro, l’espansione avrà diluito tutto, le stelle si saranno spente, e l’universo raggiungerà uno stato di equilibrio termodinamico quasi perfetto, di massima entropia. Non ci saranno più differenze di temperatura, non ci saranno più gradienti energetici. Non potrà più accadere nulla di significativo. Senza nuovi eventi, senza scambi di energia, non si potrà più generare nuova informazione. Tutto ciò che era possibile sapere, sarà stato stabilito. Senza il flusso di informazione, la distinzione tra passato, presente e futuro svanisce. Il tempo, così come lo esperiamo, si fermerà. Senza informazione, il tempo non scorrerebbe. Rimarrebbe indistinguibile, come un mazzo di carte mai mescolato, mai scoperto, mai giocato. La Quinta Era ci ricorda che il nostro tempo è il respiro dell’informazione, e che il suo battito avrà una fine.