Un mondo perfettamente simmetrico è stabile. Ma è anche immobile. Prevedibile. In fondo, noioso. Il bello emerge quasi sempre quando una simmetria viene infranta. Pensiamo all’arte. Nella Pala di Castelfranco di Giorgione, l’equilibrio è solo apparente: la composizione sembra simmetrica, ma non lo è davvero. Le figure, le masse, i colori rompono leggermente l’asse centrale. È proprio questa asimmetria controllata a rendere l’immagine viva, umana, inquieta. Oppure L’Impero delle luci di Magritte. Giorno e notte convivono nello stesso quadro. La simmetria concettuale del tempo si spezza: luce sopra, buio sotto. Una violazione impossibile… eppure potentissima. Non è errore. È scelta. La stessa cosa accade in fisica Anche l’Universo, all’inizio, era quasi perfettamente simmetrico. Le leggi non distinguevano direzioni, particelle, stati. Poi qualcosa si è rotto. Il campo di Higgs ha scelto un valore particolare tra molti equivalenti. La simmetria delle equazioni è rimasta, ma lo stato dell’Universo no. Ed ecco il risultato: le particelle acquisiscono massa alcune diventano diverse da altre la struttura emerge Senza quella rottura, tutto resterebbe leggero, indistinto, evanescente. Un Universo elegante, forse. Ma vuoto. Rottura di simmetria come atto creativo Qui fisica e arte si toccano davvero. La simmetria è la regola. La rottura è l’evento. È l’istante in cui il sistema “sceglie”. E scegliere significa rinunciare a infinite possibilità per renderne reale una sola. Ogni forma, ogni storia, ogni identità nasce da una simmetria infranta. In questo senso, il bosone di Higgs, un dipinto di Giorgione e un quadro di Magritte parlano la stessa lingua. In fondo La simmetria è perfezione. La rottura di simmetria è vita. Ed è forse per questo che ciò che ci appare bello non è mai perfettamente regolare, ma sempre leggermente sbilanciato. Come l’Universo.