Curvatura Spaziotempo

Il tempo rallenta più ci si avvicina ad una massa(pianeta, stella , buco nero) e più la massa è concentrata e pesante. Sino a qui è chiaro. Più difficile da capire è perché il tempo, che siamo abituati a concepirlo come un orologio che fa un tic-tac costante a prescindere da dove ci troviamo, rallenta. Quasi rimanesse imprigionato in una tela sempre più fitta. È un effetto reale, non solo apparente, previsto dalla relatività generale di Einstein. 
Ora, perché succede davvero? 
Lo spazio e il tempo non sono separati.

Einstein ci dice che spazio e tempo formano un’unica entità: lo spaziotempo.
Quando c’è una massa (come un pianeta o una stella), essa deforma lo spaziotempo, un po’ come una palla pesante messa su un telo elastico. Solo che questa deformazione non riguarda solo lo spazio, ma anche il tempo. In pratica, vicino alla massa, il tempo stesso “scorre più lentamente” rispetto a zone dove la curvatura è minore.
Ma cosa significa “rallenta” fisicamente?
Immagina di essere vicino a un buco nero con un orologio al polso. Per te, localmente, tutto va normale: il tuo orologio fa “tic-tac” regolare, il cuore batte, i pensieri scorrono. Ma se un osservatore lontano, in un campo gravitazionale debole, guarda il tuo orologio da lontano, vede che i tuoi tic-tac arrivano sempre più lenti. Questo non perché l’orologio sia rotto, ma perché la metrica dello spaziotempo vicino alla massa è diversa. È come se la tua “unità di tempo” fosse più lunga. L’analogia della tela che diventa fitta. La mia immagine può migliorare l'intuizione: la “tela” dello spaziotempo si infittisce vicino alla massa. Più fitta = più curvatura = più “resistenza” allo scorrere del tempo. 
Un modo intuitivo di dirlo è:
la massa piega lo spazio, e questa piega “costringe” la luce e ogni processo fisico (compreso il tic-tac di un orologio) a impiegare più tempo per compiere lo stesso evento. Il motivo profondo: la luce come metro del tempo. Nella relatività, il tempo è definito dal modo in cui la luce si muove. Ma se lo spaziotempo è curvo, la luce deve percorrere una strada più “difficile”. Il percorso che per noi è la base del “tic-tac” di un orologio atomico viene alterato. Quindi il “tic” e il “tac” si distanziano: il tempo rallenta.  Un’immagine estrema. Vicino a un orizzonte degli eventi (il confine di un buco nero), la curvatura è così estrema che per un osservatore esterno il tuo orologio si ferma del tutto. Non è che il tempo smetta di esistere per te, ma non può più comunicare il suo scorrere al resto dell’universo: il tempo resta intrappolato nella tela.