C'è una differenza fondamentale tra un computer tradizionale e uno quantistico che spesso dimentichiamo. Per costruire un chip moderno, dobbiamo manipolare la materia, "costruire" componenti artificiali. Ma nel calcolo quantistico ad atomi neutri, l'unità fondamentale del pensiero — il qubit — non viene costruita: viene "presa in prestito" dalla Natura. La particella fornita dal Cosmo Come evidenziato dalle recenti riflessioni del Prof. Mikhail Lukin (Harvard/QuEra), stiamo entrando nell'era dell'utilità su larga scala grazie alla capacità di intrappolare singoli atomi con pinzette ottiche (laser). Nessun difetto di fabbrica: Poiché usiamo atomi (come il Rubidio), ogni qubit è identico a un altro per legge universale. Non ci sono errori di produzione perché l'atomo è perfetto così come è uscito dalle fucine stellari miliardi di anni fa. Linguaggio Naturale: Il qubit non è un pezzo di plastica o metallo che "imita" un calcolo. È una particella che esegue la sua natura quantistica. Noi stiamo solo imparando a sussurrare istruzioni a questi atomi usando la luce. Figli delle Stelle Ogni atomo neutro che QuEra utilizza nei suoi processori è stato forgiato all'interno di una stella o durante il Big Bang. Questi qubit sono "figli delle stelle non modificati": li preleviamo dal mondo naturale e li mettiamo a dialogare tra loro. È come se l'Universo ci avesse fornito i mattoni già pronti, con le istruzioni di calcolo scritte nelle leggi della sovrapposizione e dell'entanglement. Riflessione per il diario: Forse l'Universo è sempre stato un immenso computer quantistico, e noi abbiamo finalmente smesso di cercare di costruirne uno "finto", iniziando a usare i pezzi originali forniti dal Creatore (o dalla Natura). Siamo passati dal costruire strumenti al dialogare direttamente con la materia.